Acque di pozzo: trattamenti di potabilizzazione

  18 Ott 2018 10:00
In Italia ci sono abitazioni e strutture ricettive in campagna che non dispongono d’acqua corrente di condotta idrica proveniente dall’acquedotto. In questo caso l’approvvigionamento dell’acqua avviene dalla falda sottostante mediante lo scavo di pozzi artesiani. Può capitare però che durante il loro percorso sotterraneo, le acque di pozzo subiscano delle infiltrazioni da parte di agenti inquinanti, principalmente batteri e virus, ed altre sostanze chimiche che ne determinano alterazioni microbiologiche e chimiche. 

La potabilizzazione dell’acqua in questo senso si intende come “purificazione”, ovvero un processo fisico-chimico che consiste nella rimozione delle sostanze contaminanti dall’acqua grezza per ottenere un’acqua idonea al consumo umano.

I principali elementi che caratterizzano e determinano l’inquinamento delle acque di pozzo, sono:

- Virus e Batteri come la Legionella
- Metalli quali Ferro e Manganese
- Sali come Magnesio e Calcio
- Nitrati ed Ammoniaca
- Torbidità
- Altri elementi chimici
- Cattivo odore e sapore

Questo tipo di acqua, perché possa essere impiegata a fini di irrigazione o per il consumo umano, richiede una analisi chimico/fisica e microbiologica, per garantire che le caratteristiche siano compatibili con l’uso desiderato e che non vi siano rischi specifici per la salute e/o per l’ambiente.

L’uso che si intende fare dell’acqua di pozzo è determinante per individuare i limiti di concentrazione da considerare permissibili: se l’intenzione è di utilizzarla esclusivamente per il consumo umano e per salvaguardarne la salute, l’acqua dovrà rispettare tutti i criteri di concentrazione, per i diversi parametri, richiesti dalla normativa in materia (D.Lgs 31/2001), oltre ad essere idonea al controllo di verifica da parte della ASL che, come detta il decreto stesso, “mira a fornire le informazioni necessarie per accertare se tutti i valori di parametro contenuti nel decreto siano rispettati.”

Tutti i parametri fissati dal D.Lgs. 31/2001 sono soggetti a controllo di verifica, a meno che l'Azienda Sanitaria Locale competente al controllo (ASL) non stabilisca che, per un periodo determinato, è improbabile che un parametro si ritrovi in un dato approvvigionamento d'acqua in concentrazioni tali da far prevedere il rischio di un mancato rispetto del relativo valore di parametro."

Inoltre, la ASL effettua il controllo di routine, che come detta il D.Lgs. n.31/2001 "mira a fornire ad invervalli regolari informazioni sulla qualità organolettica e microbiologica delle acque fornite per il consumo umano, nonchè informazioni sull'efficacia degli eventuali trattamenti di potabilizzazione (in particolare disinfezione), per accertare se le acque destinate al consumo umano rispondano o meno ai pertinenti valori di parametro fissati dal presente decreto."
Rientrano in questo controllo parametri quali ad esempio il colore, il ferro, la torbidità, il disinfettante utilizzato e parametri microbiologici quali l'Escherichia coli e i batteri coliformi.
 

METODI DI POTABILIZZAZIONE MAGGIORMENTE UTILIZZATI
 

E' possibile eliminare il problema batterico, ad esempio, applicando il metodo di sterilizzazione a raggi UV, in cui la radiazione emanata da una speciale lampada svolge una potenziale azione battericida, oppure attraverso la disinfezione con cloro. L'UV è un sistema che elimina il 99,99% dei batteri e dei virus, inclusi quelli che resistono al cloro senza alterare sapore e odore dell'acqua. 
 
L'UV è riconosciuto come metodo superiore, specialmente se confrontato con altri metodi di disinfezione:
 
- Sicurezza: non ci sono agenti chimici da dover maneggiare o tenere sotto controllo e il risultato è ottenuto in modo immediato
- Ha un costo di implementazione ed operatività molto basso 
- E' "amico dell'ambiente". Non esistono sottoprodotti creati dal processo di disinfezione e quindi nessun rifiuto o residuo da dover essere smaltito. 
- Non cambia lo stato, il gusto, l'odore dell'acqua trattata ed è impossibile avere un "sovradosaggio" (come invece piò avvenire con il cloro).
- Non rimuove nessuno dei minerali nell'acqua e quindi ne mantiene le caratteristiche naturali e benefiche nonchè il buon sapore. 
- Gli impianti sono molto facili da installare e mantenere efficienti.
- E' compatibile con tutti gli altri metodi di trattamento dell'acqua come filtrazione, addolcimento, declorazione con carboni attivi.
 
Altra problematica tipica delle acque di pozzo è rappresentata dagli alti livelli di ferro e manganese, per i quali la normativa italiana per le acque destinate al consumo umano prevede valori limite pari a 0,2 mg/l per il ferro e 0,05 mg/l per il manganese. 
 
Per attestare, quindi, i valori entro i limiti consentiti, le acque di pozzo vengono trattate con appositi deferrizzatori, il che comporta enormi vantaggi sia per la salute dell'uomo che per la manutenzione degli elettrodomestici, fortemente danneggiati dalla presenza nell'acqua di questi metalli.
 
Per eccessiva torbidità dell'acqua vengono applicati filtri a carbone attivo caratterizzati da elevata porosità che consente di filtrare elementi chimici indesiderati, quali cloro in eccesso, solventi, olii, pesticidi e sostanze che causano cattivi odori o sapori, etc.
 
Il problema relativo alla durezza dell'acqua, causata dalla presenza di alti livelli di sali come magnesio e calcio, richiede invece l'installazione di addolcitori
 
Gli esperti Technoacque saranno lieti di fornirti qualunque tipo di informazione sulle soluzioni di trattamento dell'acqua, non esitare a contattarci
 
 
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