Legionella: metodi di bonifica e sistemi di prevenzione

  16 Gen 2019 10:00
Il batterio Legionella rappresenta oggi uno dei principali agenti di polmonite batterica e costituisce una delle più temibili infezioni diffuse nell’ambiente. Seppur la Legionella prediliga ambienti acquatici caldi (tra i 25°C ed i 42 °C), riesce a sopravvivere anche a temperature fredde (fino a 6°C). La Legionellosi si acquisisce per via respiratoria, il contagio avviene tramite inalazione di aerosol contaminato ossia con presenza di Legionella. In caso di presenza di un cluster epidemico, quali sono i metodi di bonifica più indicati?

La Legionellosi è una infezione polmonare provocata da diversi batteri del genere Legionella che si trovano nell'acqua e si insediano nell'apparato respiratorio umano per inalazione di micro gocce d'acqua infette.

Il rischio Legionellosi dipende da diversi fattori, di seguito i principali:
 
  • Temperatura dell’acqua compresa tra 20 e 50°C.
  • Presenza di tubazioni con flusso d’acqua minimo (tratti poco o per nulla utilizzati della rete, utilizzo saltuario delle fonti di erogazione).
  • Utilizzo stagionale o discontinuo della struttura o di una sua parte.
  • Caratteristiche e manutenzione degli impianti e dei terminali di erogazione (pulizia, disinfezione).
  • Caratteristiche dell’acqua di approvvigionamento a ciascun impianto (fonte di erogazione, disponibilità di nutrimento per Legionella, presenza di eventuali disinfettanti).
  • Vetustà, complessità e dimensioni dell’impianto.
  • Ampliamento o modifica d’impianto esistente (lavori di ristrutturazione).
  • Utilizzo di gomma e fibre naturali per guarnizioni e dispositivi di tenuta.
  • Presenza e concentrazione di Legionella, evidenziata a seguito di eventuali pregressi accertamenti ambientali (campionamenti microbiologici).

Se si evidenzia la presenza di un potenziale rischio (per es. temperatura dell’acqua calda inferiore a quella raccomandata, concentrazione di disinfettate insufficiente per l’abbattimento della carica batterica) si deve effettuare un campionamento d’acqua e l'analisi in laboratorio per la ricerca di Legionella.
 
Come intervenire a seguito dell'esito del campionamento?

Se il campionamento risulta POSITIVO: Occorre mettere in atto, a seconda della carica di Legionella riscontrata, provvedimenti di bonifica.
La scelta del metodo più appropriato di bonifica dipende da:
- Caratteristiche degli impianti idrici (diametro e percorso delle condutture, materiale impiegato, presenza di punti di giunzione);
- Caratteristiche della struttura (numero e frequenza di utilizzo delle stanze);
- Tipo della contaminazione idrica (incrostazioni, depositi di calcare, corrosione);
- Caratteristiche chimico-fisiche dell’acqua (presenza di zinco, ferro, manganese, pH, temperatura, torbidità, durezza, sostanza organica disciolta).
 
In linea generale, la semplice disinfezione non è sufficiente; l’impiego di tecniche di sanificazione deve rientrare nell’analisi del rischio che si basa sulla valutazione, gestione e comunicazione del rischio.
 
Attualmente i metodi a disposizione per il controllo della contaminazione da Legionella negli impianti idrici sono numerosi:
 
1) Trattamento termico
 
- Shock Termico: portare la temperatura dell’acqua a 70°-80°C continuativamente per 3 giorni e far scorrere l’acqua per 30 minuti al giorno. È fondamentale verificare che, durante la procedura, la temperatura nei punti di origine sia > 60°C; in caso contrario, tale procedura non fornisce garanzie.
 Vantaggi: non richiede particolari attrezzature, quindi può essere messo in atto immediatamente, soprattutto in presenza di un cluster epidemico.
 
- Mantenimento costante della temperatura tra 55° e 60°C: deve essere protratta per tempi più lunghi, in funzione della rete idrica.
Vantaggi: si applica agevolmente e non produce sottoprodotti di disinfezione.
 
2) Trattamento chimico
 
- Iperclorazione Shock: immettere cloro in acqua fino ad ottenere concentrazioni di cloro residuo libero di 20-50 mg/litro in tutto l’impianto, ivi compresi i punti distali.
Vantaggi: trattamento sistemico; buona efficacia nel breve periodo; agisce su biofilm, anche se limitatamente; apparente costo contenuto.
 
Iperclorazione continua: aggiungere continuamente cloro sotto forma di ipoclorito di calcio o di sodio fino ad ottenere in continuo concentrazioni di cloro libero tra 1 e 3 mg/L.
Vantaggi: assicura una concentrazione residua del disinfettante in tutto il sistema di distribuzione dell’acqua, in modo da ridurre anche nei punti distali la colonizzazione da Legionella. 
 
3) Trattamento fisico
 
- Lampade a raggi ultravioletti: irradiando con luce ultravioletta l’acqua, si ottiene inattivazione batterica. Tale modalità di disinfezione risulta efficace in vicinanza del punto di applicazione dei raggi UV.
Vantaggi: facilità di installazione e gestione; non modificano le caratteristiche chimiche e organolettiche dell’acqua; non causano corrosione; sono efficaci soprattutto quando il biofilm è assente. 

Se il campionamento risulta NEGATIVO: Devono essere effettuati i trattamenti necessari per rimuovere i potenziali fattori di rischio dall’impianto:
 
1) Filtrazione
 
È impiegata una membrana filtrante da 0,2 m. Trova applicazione, in particolar modo, nell’ambiente ospedaliero, soprattutto nei reparti che ricoverano pazienti ad elevato rischio (terapia intensiva e trapianto).
Vantaggi: efficacia pari al 100%; compatibile con tutti i materiali della rete idrica.

2) Biossido di cloro
 
È un gas instabile, prodotto in loco da clorito di sodio e acido cloridrico. Viene utilizzato in continuo per acque potabili a concentrazioni di 0,1 – 1,0 mg/L (in genere 0,2-0,4 mg/L) a seconda dell’impianto, delle caratteristiche chimiche dell’acqua e del grado di contaminazione. Se combinato con ipoclorito di sodio, potrebbe fornire una migliore azione disinfettante e diminuire la formazione di sottoprodotti. Utilizzato in continuo ha mostrato una riduzione significativa della contaminazione da Legionella nel lungo periodo (3 anni). Attualmente è consigliato in circostanze che favoriscono la sua efficacia: nelle distribuzioni secondarie e di portata limitata, a bassa temperatura, in tubazioni non galvanizzate, in presenza di basso contenuto di carbonio organico.
Vantaggi: rispetto al cloro è più attivo nei confronti del biofilm; meno corrosivo, non produce composti organo-alogenati; è meno influenzato da variazioni di pH; inattiva parassiti e batteri resistenti al cloro; mostra un’attività residua più lunga. 
 
3) Perossido di idrogeno e ioni argento
 
Soluzione stabile che sfrutta l’azione battericida di ciascun componente e la sinergia che si sviluppa tra di loro (effetto catalitico dello ione argento). È un prodotto ecologico, completamente biodegradabile, convertendosi in acqua e ossigeno.
Vantaggi: buona attività in presenza di biofilm; l’argento previene la ricontaminazione e non inquina; azione poco corrosiva, non sensibile alla luce, poco sensibile alla T°; costo limitato. Ha un’azione ossidante meno aggressiva rispetto al cloro e al biossido di cloro: non porta alla formazione di sottoprodotti pericolosi; non conferisce odore o sapore sgradevole all’acqua; non è influenzato dalla durezza dell’acqua.
 
Technoacque dispone di numerosi metodi sia fisici che chimici per il controllo della diffusione e moltiplicazione di Legionella negli impianti tra i quali:
 
- Radiazione ultravioletta
- Filtrazione
- Trattamenti chimici sanificanti
 
La mancata prevenzione causa risvolti civili, penali e indiretti. Non farti cogliere impreparato e adotta le giuste misure di prevenzione.
 
Gli esperti Technoacque saranno lieti di fornirti qualunque tipo di informazione sulle soluzioni di trattamento dell'acqua, non esitare a contattarci.
 
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